NOTTE SANTA
Un uomo sale per l'erta sassosa,
guida sollecito giovane donna,
bianca nel viso,ormai stanca e confusa.
Asilo chiede lo sposo umilmente,
ad una casa si ferma fidente,
la notte è buia non c'è dove stare,
vicino al parto è la sposa,si vede,
dimora altrove non hanno trovato.
Mistero il bimbo che nasce fra stenti,
re si dice egli sia,
colui che viene a salvare,signore,
del fio grevi catene a spezzare.
Rapita lo guarda Maria,
felice lo culla Giuseppe,
dolci lo carezzano voci in coro,
ma povero egli è,ricchezza non offre
Perciò ignorata non sia giustizia,
non sia dato a superbia valore,
non si alimenti sopruso mirato,
come se schiavo uno fosse da sempre.
Mistero il bimbo venuto nel mondo.
Il suo viso a sorriso dischiude,
calda è la grotta gelata una volta,
gioisce Maria,contento è Giuseppe.
Anche i'pastori alla festa sono essi,
con ansia attesi,da amore chiamati.
Giovanni De Santis