FORCA  D’ACERO

 

 

 Tornanti voraci inghiottono i fari,

 la notte resiste non ripone il vestito

 le stelle mi guardano

   non spengono il fuoco.

 La ghiaia strappata dalla roccia ferita

 attende paziente che il piede del barbaro

 in un attimo assente affondi quel tanto,

 quel poco che serve a spedirti all’inferno.

 Il battito sale, sul valico, in cima

 le masse dall’alto,anonimi insetti.

 Dormiamo coperti da nuvole scure,

 nebbia pesante intrisa di piombo.

 Si eleva lo sguardo,l’aurora si annuncia

 un manto di verde cinge la cima.

 Merletti intarsiati cingono il monte,

 acari e faggi un ornamento nunziale.

 Solo una sposa avvolta nel bianco

 può contrastare

 la bellezza, il Tuo sguardo.

 

 Stella Angelino 1995

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