La seguente poesia è nata osservando lo scempio apportato al fiume Sacco che attraversa la mia città, dove sono state scaricate per decenni schifezze velenose senza alcun controllo.

                

 

“Il Fiume”

Ferisci la collina protetto dalle rocce,

a valle scendi tenue, placido dormiente.

Chiassosi inquilini rompono il tuo sonno,

folaghe monelle le ali stan sbattendo,

reale, il germano silenzioso sta planando.

Ti accoglie la pianura dal grembo smisurato,,

hai perso trasparenza, il tuo cuore è ammalato.

La curva quella a gomito coperta dai cespugli,

nasconde la barchetta di Mario il pescatore.

Ti sfiora col suo legno, accarezza il tuo pallore,

la rete la sua vita alla sera sta calando.

Vive solo da trent’anni.

Conosce il suo destino, lo spirito è gia pronto,

lo tormenta ricordare le limpide stagioni.

Perirà due volte: “ Suo figlio sta morendo”.

                  Poesia edita -Antologia  M. Yourcenar 1995- Il Club degli Autori- Melegnano (MI)

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