“La montagna”

Oltre lo sguardo, in cima alle nuvole,

auliche vette giacciono grevi,fissano immobili le pochezze umane.

Montagna, dimora divina di mondi segreti,

celati nell’alveo di fiumi impetuosi,

ferite lontane di eventi furiosi, perduti nell’arca dei tempi remoti.

Figure perfette di rocce contese alla furia dell’acqua ingoiata dai mari.

Pareti scoscese infide e fiere, accolgono gesta dai tratti non noti,

di chi sta vagando rincorrendo la luce,

affrontando l’abisso con freddo pensare.

Forse sta cercando sé stesso, sfidando non un suo simile,

“battaglia già persa negli anni volati”,

ma un’immagine attraente, tenera, gelida ed imponente.

Colma di dolci fiabe narrate o di tragedie severe ed annunciate.

Montagna: candide lacrime di rispetto sublime,

maledizioni innaffiate di sangue, nella leggenda e negli anni a venire

per tutti coloro che hanno tentato di accarezzare i sinuosi pendii,

lasciando ai posteri, il grande messaggio, di gesta, nella roccia scolpite.

Uomini soli in eterno sereni, raggi di sole che avete cercato,

di scoprire la vita lanciando la sfida,

trovando la pace, incontrando la fine.

                                               Poesia  edita--1994—

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