Sono solo una vipera

 

Notizie utili per chi avrà occasione di incontrarla

                                                                                           

Un fruscio nell'erba, un guizzare veloce sul sentiero durante una passeggiata e subito il pensiero corre ad un pericolo: la vipera.

È una paura atavica, forse è tutta colpa di Eva, ma i serpenti ci inquietano.

È il più velenoso dei serpenti nostrani è considerato addirittura un nemico.

Non proprio a torto, visto che se il contatto è ravvicinato ci può scappare anche un  morso con conseguente avvelenamento.

Il veleno di vipera è potentissimo: addirittura dalle 3 alle 5 volte più letale di quello dei serpenti a sonagli americani.

Per fortuna però la quantità è minima e questo rende la vipera assai meno pericolosa di altri rettili: in un solo  morso  riesce   a iniettare dai  6 ai 18  milligrammi  di  liquido,  contro i  300-700 milligrammi del serpente a sonagli.

Ed è ormai appurato che nel 50 per cento dei casi la quantità di veleno inoculato è così scarsa da non provocare alcuna reazione negli esseri umani.

Che fare allora? «Mantenere la calma e andare all'ospedale più vicino»,

L'invito alla calma, in effetti, è fondamentale, visto che, sono più quelli che muoiono di paura che i morti per avvelenamento da vipere.

Il veleno comincia ad agire dopo alcune ore (da tre a sei) e c’è tutto il tempo per chiedere aiuto a personale specializzato.

Meglio evitare invece tutti i rimedi tramandati dalla Tradizione popolare:

mettere un laccio emostatico, incidere la pelle, succhiare il sangue,inoculare il siero... «Sono molto dannosi»,«Inoltre, da un paio di anni il siero non è più disponibile in farmacia. Ed è meglio così, perché è un farmaco pericoloso, che va usato, nei rari casi in cui serve, e solo in ospedale, visto che può innescare uno choc anafilattico. Insomma, il rimedio può essere peggiore del male».

Il modo migliore per difendersi dal morso di vipera resta la prevenzione: calzettoni, calzature alte, e molta attenzione quando si mettono le mani nude tra sassi e rovi. E poi non guasterebbe saperne un po' di più su questi serpenti tanto temuti.

In Italia le specie sono quattro.

La Vipera aspis o, appunto, vipera comune è la più diffusa. Vive in boscaglie, campi, pietraie, sui monti fino a 3.000 metri di altezza, anche al sud. 

La Vipera berus, chiamata marasso, si trova invece nell'Italia settentrionale e soprattutto nell'arco alpino.

Dove sì trova anche la Vipera ammodytes, caratterizzata dal corno sul naso: la più velenosa, tipica, del nord est e molto comune nella regione balcanica.

La Vipera ursinii, la più piccola, è invece rara. Ha un carattere tranquillo; ama la montagna, vive quasi solo nei Monti Sibillini, nell'Appennino abruzzese e umbro-marchigiano.

Le vipere sono tutte carnivore, mangiano topi, toporagni, lucertole e altri animaletti,e sono «ovovivipare»: le uova cioè prive di un vero guscio, rimangono nell’ intestino della femmina, che partorisce quando i piccoli sono maturi.

Unica eccezione: la macrovipera della Mauritania che depone le uova.

Ma dove le sì può incontrare?: «Un po' ovunque, ma soprattutto negli habitat meno frequentati dagli uomini e incolti, lontano da zone di passaggio, di agricoltura meccanizzata», noi cerchiamo di evitarle, ma anche loro fanno di tutto per non incontrarci.

Ma allora come mai in tanti raccontano di avere trovato vipere nelle urbanizzatissime periferie di città come Roma o Milano?

In realtà si tratta di bisce, uccise inutilmente, nonostante esistano criteri per distinguere tra  serpenti «buoni» e «cattivi».

Le vipere hanno la testa triangolare e distinta dal corpo, la pupilla verticale a fessura, la coda tozza e tronca, e sono lunghe al massimo 80 centimetri.

Le serpi innocue hanno invece la testa ovale, la pupilla rotonda, la coda sottile e appuntita, la lunghezza variabile.

Senza dimenticare che il morso della vipera si presenta con due punture profonde, distanti 6-8 millimetri, mentre quello degli altri serpenti, come tante punture superficiali distribuite ad arco.

Certo, quando le si intravede sgusciare via è difficile controllare la pupilla o la coda. Ma non per questo è il caso di uccidere qualunque rettile capiti a tiro con la paura che si tratti di una vipera.

«Le vipere sono state decimate dagli uomini e ora rischiano l'estinzione anche per colpa dell’ inquinamento e degli incendi».

Per questo sono state sono state scritte leggi che le proteggono.

La direttiva europea «HABITAT», recepita con fortune alterne dalle varie regioni italiane, elenca la ammodytes e la ursinii  tra le specie rigorosamente protette. E l'Abruzzo ha dichiarato protetti tutti i rettili vipere comprese. Per chi trasgredisce multe fino a 2500 euro. Un tentativo di difesa che ha fatto nascere anche qualche leggenda metropolitana. Come quella  degli ambientalisti, che per ripopolare i boschi avrebbero paracadutato migliaia di vipere.

Storia diffusa forse da chi non voleva intrusi nei suoi campi.

Bibliografia

 

Tratto dall’ articolo” sono solo una vipera”

di

Anna Mannucci

su

I VENERDI di REPUBBLICA

 

DEL 21 GIUGNO 2002